Diciotto formatori della Szekszárdi Kolping Katolikus Szakképző Iskola, Gimnázium és Alapfokú Művészeti Iskola hanno partecipato a un percorso di mobilità e cooperazione europea realizzato tra il Friuli Venezia Giulia e Venezia dal 10 al 16 maggio 2026.
L’iniziativa ha coinvolto Marco Polo G.E.I.E. in qualità di partner ospitante e coordinatore delle attività sul territorio italiano, con l’obiettivo di mettere in relazione formazione professionale, inclusione sociale, sviluppo locale e valorizzazione delle competenze.
Il programma si è sviluppato in alcuni dei contesti più rappresentativi del Nord-Est italiano. Da Lignano Riviera, sede logistica del gruppo, il percorso ha raggiunto il Collio Goriziano, Cormòns, Castions di Strada, Aviano, Venezia e la sua Laguna, fino al borgo alpino di Sauris.
Territori diversi, uniti dalla capacità di trasformare le risorse locali, le tradizioni e il patrimonio culturale in opportunità di formazione, lavoro e crescita condivisa.
Attraverso incontri, visite e momenti di confronto, i partecipanti hanno conosciuto comunità residenziali dedicate a minori e giovani in difficoltà, realtà educative e alberghiere, imprese locali, attività artigianali e organizzazioni impegnate nello sviluppo turistico e territoriale.
Il dialogo con docenti, studenti, imprenditori, professionisti e artigiani ha permesso di osservare come la formazione professionale possa essere collegata concretamente al mercato del lavoro e ai bisogni delle comunità.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra scuola e impresa, elemento centrale per accompagnare i giovani nell’acquisizione di competenze realmente spendibili e favorire il loro inserimento professionale.
Il percorso ha inoltre evidenziato il valore della relazione tra tradizione e innovazione. Antichi mestieri, produzioni agroalimentari, ricette locali, lavorazione del legno e tessitura possono essere preservati e rilanciati attraverso nuovi strumenti di comunicazione, organizzazione e promozione territoriale.
In questo contesto, il lavoro agricolo, l’accoglienza e la cura del paesaggio assumono anche una funzione educativa e sociale. La relazione tra persone e territorio può infatti diventare uno strumento di inclusione, responsabilizzazione e rigenerazione, soprattutto nei percorsi rivolti a giovani con minori opportunità.
Le esperienze incontrate hanno mostrato anche come le piccole comunità possano costruire reti solide, capaci di collegare iniziative locali, istituzioni, imprese e circuiti nazionali e internazionali.
Un’attenzione specifica è stata riservata ai modelli di ospitalità inclusiva, alla gestione delle esigenze alimentari e delle diete speciali e alla capacità di accogliere persone provenienti da contesti culturali differenti attraverso procedure attente e competenze adeguate.
Dal percorso emergono benefici concreti per i territori coinvolti: nuove opportunità formative per i giovani, rafforzamento delle filiere agricole e artigianali, tutela del patrimonio architettonico e ambientale e sviluppo di forme di turismo più consapevoli.
Le realtà visitate hanno presentato modelli di accoglienza fondati sulla sostenibilità, sulla gestione responsabile delle risorse e sulla valorizzazione delle produzioni locali. Un approccio che contribuisce a proteggere il territorio, sostenere le economie interne e promuovere una cultura della salute e della trasparenza nei confronti del consumatore.
L’esperienza ha confermato il valore della cooperazione europea concreta, capace di mettere in relazione scuole, imprese, comunità e territori e di trasformare lo scambio internazionale in uno strumento di apprendimento e sviluppo.
Attraverso il coordinamento di Marco Polo G.E.I.E., la mobilità ha favorito la costruzione di relazioni professionali e umane destinate a proseguire nel tempo, rafforzando il dialogo tra Italia e Ungheria e creando nuove opportunità di collaborazione nel campo della formazione, dell’inclusione e dello sviluppo territoriale.







