Quindici formatori ungheresi hanno partecipato a un percorso di mobilità e cooperazione europea realizzato tra il Friuli Venezia Giulia e Venezia, dal 22 al 28 marzo 2026.

L’iniziativa, guidata dall’associazione ungherese “Legyen Pulzusod” Tanácsadó és Fejlesztő Egyesület, ha coinvolto Marco Polo G.E.I.E. in qualità di partner ospitante e coordinatore delle attività sul territorio italiano.

Il programma ha messo in relazione formazione professionale, alta gastronomia, sostenibilità territoriale e innovazione educativa, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere realtà capaci di integrare competenze, responsabilità sociale e valorizzazione delle risorse locali.

Il percorso ha coinvolto una rete articolata di formatori, istituzioni sociali, scuole innovative, artigiani, operatori del settore turistico e produttori locali.

Attraverso visite, incontri e momenti di confronto, i partecipanti hanno potuto osservare da vicino differenti modelli educativi, organizzativi e professionali, con particolare attenzione alla formazione alberghiera, alla ristorazione, all’accoglienza e allo sviluppo sostenibile.

Marco Polo G.E.I.E. ha favorito il raccordo tra la delegazione ungherese e le realtà ospitanti, costruendo un programma capace di collegare gli obiettivi formativi del progetto con le competenze e le specificità del territorio.

L’iniziativa ha contribuito a consolidare lo scambio di buone pratiche tra Italia e Ungheria, inserendolo all’interno di una più ampia prospettiva europea.

Uno degli obiettivi principali è stato rafforzare il rapporto tra formazione scolastica alberghiera e mercato del lavoro locale, avvicinando i percorsi educativi alle esigenze delle imprese e delle comunità.

Il confronto tra formatori, istituzioni e professionisti ha permesso di approfondire temi legati alla qualità dell’offerta formativa, alla sostenibilità ambientale, all’inclusione sociale e alla trasmissione delle competenze professionali.

Particolare attenzione è stata dedicata anche all’utilizzo della terra e dell’agricoltura come strumenti pedagogici, capaci di sostenere percorsi educativi, professionali e di reinserimento sociale.

Il programma ha generato ricadute positive anche per i territori coinvolti, contribuendo alla loro promozione internazionale e alla diffusione di modelli economici rispettosi dell’ambiente e delle comunità.

Il coinvolgimento di produttori alimentari locali ha permesso di valorizzare le filiere a chilometro zero e di mostrare come la qualità gastronomica possa tradursi in sostegno concreto all’economia locale.

Il percorso ha inoltre posto l’attenzione sul rapporto tra alimentazione, salute e benessere, promuovendo una cultura del cibo basata sulla qualità delle materie prime, sulla responsabilità produttiva e sul rispetto del territorio.

La tappa veneziana ha completato l’esperienza attraverso la valorizzazione dell’architettura storica, dell’ospitalità diffusa e del patrimonio culturale, elementi fondamentali per comprendere il legame tra turismo, identità locale e sviluppo sostenibile.

Uno dei temi trasversali del programma ha riguardato la capacità di mantenere vive le tradizioni attraverso modelli innovativi.

Il passaggio generazionale non consiste soltanto nella trasmissione di tecniche e conoscenze, ma nella capacità di renderle attuali, accessibili alle nuove generazioni e competitive in un contesto internazionale.

La cooperazione tra scuole, formatori, imprese, artigiani e comunità locali può favorire questo processo, creando nuove opportunità professionali senza perdere il legame con l’identità e la storia dei territori.

Attraverso questa esperienza, Marco Polo G.E.I.E. conferma il proprio impegno nel trasformare la cooperazione europea in percorsi concreti di formazione, confronto e crescita condivisa, mettendo in relazione persone, competenze e territori.